Alberto Bardi nasce a Reggello (Firenze) l'8 ottobre del 1918, e poco dopo si stabilisce con la famiglia a Mezzano di Ravenna. Già dall'adolescenza comincia a dipingere. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale è inviato come ufficiale sul fronte russo.

L’8 settembre del 1943 si unisce alle prime formazioni partigiane che operano nell’Appennino tosco-romagnolo e assume il comando dell’8a brigata Garibaldi, con il nome di ‘Falco’. In pianura, diviene il comandante della 28a brigata GAP “Mario Gordini”, formazione che libera Ravenna. In questo periodo è esponente del Comitato di Liberazione Nazionale e cura i collegamenti con il Comando Alleato.

Subito dopo la Liberazione riprende a dipingere. Frequenta lo studio del pittore Teodoro Orselli, e insegna all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Presto, ragioni di lavoro lo costringono a spostarsi in diverse città:Terni, Faenza ed, infine, Venezia, dove risiede per sei anni, fino al suo trasferimento a Roma, nel 1961. A questo periodo risalgono numerose mostre, personali e collettive. Dal 1964 fino alla morte, il 29 luglio 1984, lavora alla Casa della Cultura a Roma, che sotto la sua direzione diviene luogo vivace di confronto aperto tra noti intellettuali di varie discipline e centro di importanti iniziative. Alberto Bardi ha saputo coniugare l'impegno quotidiano nelle politiche di rinnovamento culturale della Capitale con il rigore intellettuale della ricerca artistica.
Nel corso degli anni ricerca nuove tecniche e nuovi mezzi, che gli consentano di tradurre l’esigenza di rinnovamento continuo del proprio linguaggio pittorico: dal 1967 al 1973, dal 1974 al 1978 e dal 1979 in poi, è un susseguirsi di mostre presentate da Giorgio Di Genova (1969/1970), Nello Ponente (1974) , Italo Mussa (1978) , Claudia Terenzi e Achille Perilli (1983).

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Dopo la sua scomparsa, sono state realizzate importanti mostre antologiche: nel 1985 a Roma, Palazzo Braschi (a cura di Claudia Terenzi); nel 1987 a Viterbo, Palazzo degli Alessandri; nel 1988, a Ravenna, Palazzo Corradini; nel 1989 a Macerata, Chiesa di San Paolo (a cura di Claudia Terenzi e Filiberto Menna); nel 1990 a Gubbio, Palazzo dei Consoli (a cura di Luciano
Caramel); nel 1991 a Firenze, Galleria Poggiali e Forconi (a cura di Enrico Crispolti), nel 1992 a Roma, Galleria Rondanini; nel 1992 a Cesena, Galleria comunale d'Arte e nel 2011 a Ravenna, Galleria Ninapì (a cura di Claudio Spadoni); nel 2013 a Roma, Galleria Arte e Pensieri.
Su Alberto Bardi pittore hanno anche scritto tra gli altri: Vito Apuleo, Enzo Bilardello, Carolyn Christov Bakargiev, Giorgio Cortenova, Nino Dardi, Mario De Candia, Federica Di Castro, Sandra Giannattasio, Dario Micacchi, Augusta Monferini, Renato Nicolini, Walter Pedullà, Francesco Vincitorio, Cesare Vivaldi.

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Il 7 dicembre 2014 si è svolto - presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna e contemporanea (GNAM) - il convegno “Alberto Bardi, Arte e Politica Culturale”, con l’Adesione della Presidenza della Repubblica, il patrocinio del MIBACT, della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.
Questa nuova mostra antologica - in occasione del centenario della nascita del pittore - metterà in luce un percorso che ha rivelato una straordinaria continuità. Si prevede l’esposizione di 70 opere, che documenteranno la ricerca e l’opera dell’artista. La scelta delle opere ed il catalogo della mostra saranno curati da Claudia Terenzi. La mostra ospiterà anche una parte documentaria sulla figura di Alberto Bardi direttore della Casa della Cultura a Roma, curata da Lucio Villari.